Forse perchè sono stati una delle novità più attese di questo Google I/O, o forse perchè i rumors si sono susseguiti fino all’ultimo momento.
Fatto sta che fin dalle prime recensioni, ci sono stati pareri discordanti riguardo le potenzialità, e soprattutto, sulla loro effettiva utilità nella vita di tutti i giorni. Sono stati sviscerati pro e contro delle specifiche tecniche, è stato esplorato nel dettaglio ogni angolo di Android Wear, ma quanti si sono realmente soffermati a guardare questi smartwatch “da lontano”?
Ciò che forse è sfuggito all’occhio di molti, non è il particolare, ma il dispositivo nella sua interezza e il contesto nel quale si pone. Probabilmente, cosa ancora più difficile da accettare, è che Android Wear, non è il sistema al quale siamo stati abituati finora.
Android Wear chiede un grande passo ai suoi utenti: fidarsi di Google Now, ed in particolare, cambiare modo di vedere Android.
Dopo diverse settimane con il G Watch sempre al polso ho iniziato a comprenderlo e ad utilizzarlo per quello che è, senza chiedergli di più. Perchè come si dimostra per un device di questo tipo, “il di più” è nient’altro che superfluo.
Lo smartwatch non è uno smartphone e non deve esserlo.
Come ci spiega Timothy Jordan in un DevBytes dedicato ad Android Wear, l’obiettivo principale di questo sistema è quello di lasciare più tempo possibile a ciò che ci circonda: “..usefull information the moment you need it, just in a glance!”.
Questo vuol dire una cosa tanto semplice, quanto difficile da accettare: interagire meno possibile con il proprio dispositivo. In pochi istanti infatti, l’utente deve essere in grado di reperire le informazioni di cui ha bisogno e niente di più.
Se si segue questo concetto, il perchè uno smartwatch non debba essere uno smartphone, viene da sè. Se avete ancora qualche dubbio, provate a rispondere a questa domanda: Quanti di voi vorrebbero una copia di Facebook sul polso? Quanti invece vorrebbero solo poter effettuare le operazioni essenziali, magari mentre si è fermi al rosso del semaforo, ovvero leggere le notifiche o al massimo rispondere ad un commento?
Be glanceable, non vuol dire be useless. Bensì, significa essere smart, spendere meno tempo a testa bassa sul dispositivo ed essere in grado di tornare a guardarsi intorno.
Nei prossimi articoli continueremo il viaggio all’interno del nuovo sistema operativo di Google, sotto l’insegna dell’essere, smart, glanceable e con l’obiettivo comune di ridare all’utente il suo tempo.
Benvenuti in Android Wear.